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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news
giovedì 20 marzo 2014
mercoledì 19 marzo 2014
martedì 18 marzo 2014
lunedì 17 marzo 2014
domenica 16 marzo 2014
sabato 15 marzo 2014
“FRATELLI DI CORDATA” FLORIAN E MARTIN RIEGLER SI RACCONTANO
Presentato ieri sera nella sede
SALEWA di Bolzano il libro "Fratelli di cordata”: le imprese dei giovani
scalatori Martin e Florian Riegler scritte con la penna amica di Silvia Fabbi,
giornalista e appassionata di montagna. Da un maso in Alto Adige al tetto del
mondo.
Nel primo libro che racconta i
bolzanini Rieglerbrothers edito da Infinito Edizioni (129 pagine più inserto a
colori, 12 Euro) la giornalista Silvia Fabbi ritrae i due climber altoatesini
Martin e Florian in ersione inedita. Il libro accompagna i due scalatori nelle
prime passeggiate al fianco dei genitori sulle vette di casa, li segue durante
l’infanzia e l’adolescenza nel maso di famiglia e le prime esperienze in
parete, testimonia l’abbandono di sport e hobby adolescenziali in nome della passione
per la scalata, più forte e totalizzante, per ritrarli infine in vetta al Kako
Peak, la cima inviolata di 4.950
metri nel Karakorum Pakistano, che ha fruttato loro il
Premio Paolo Consiglio del Caai nel 2013. Era stato Simone Moro a disvelare ai
due fratelli l’incanto delle vette himalayane.
È proprio l’alpinista estremo,
bergamasco d’origine ma altoatesino d’adozione, ad accompagnare con la sua
prefazione il lettore alla scoperta dei Riegler. «Scrivere un libro è un modo
per aprire le porte di casa e dell’anima e regalarsi a coloro che amano ancora
seguire e leggere di montagna, persone con un sogno, non per forza solo
alpinistico - è la riflessione di Moro - Sono dunque felice di aver trovato
posto in questo loro libro, perché significa che in questa loro grande e ancora
lunga storia di vita e verticalità ha trovato un piccolo spazio, forse
immeritato, anche l’incrocio tra la loro e la mia strada». Ma “Fratelli di
cordata” non è, non solo almeno, il racconto di una disciplina ferrea, di
allenamenti maniacali, di ferite e lacrime, di sfida con se stessi per
raggiungere un limite che ogni volta pare spostarsi un centimetro più in là. Il
libro è anche un’esplorazione tutta interiore di una passione dalla doppia
faccia, capace di dare gioie estreme ma anche di portare lo scalatore a un
passo dalla morte. Ai Riegler era successo sulla parete Sud della Marmolada, la
Regina delle Dolomiti, quando ancora non avevano compiuto vent’anni. Dalla
cengia in poi non c’è più niente: né chiodi né soste. Impossibile assicurarsi.
Allora Martin prende una decisione: «Eravamo lì in mezzo al niente, persi, in
trappola. Nella mia testa l’alternativa era chiarissima: morire su quella
cengia o morire provando a proseguire. Il risultato non era poi molto diverso.
Ci ho provato». Se sono ancora qui a raccontare di quell’esperienza, Martin e
Florian lo devono alla loro preparazione atletica, alla loro esperienza ma
anche a un pizzico di fortuna. E’ stato questo che ha permesso loro, negli anni
successivi, di inanellare un successo dietro l’altro, fino al premio del gotha
alpinistico nazionale per la spedizione in Pakistan. La loro è sempre stata una
vita vissuta al massimo dell’intensità, che non si è fatta sfuggire neppure
l’occasione di fare gli attori in un set cinematografico. Reinhold Messner, il
Re degli Ottomila, ha scelto infatti proprio loro per recitare la parte sua e
del fratello Günther nel film di Andreas Nickel “Messner – Der Film”. E
l’avventura cinematografica continua, perché proprio a febbraio 2014 Martin e
Florian recitano come controfigure sul set di “Everest”, il kolossal di
Hollywood del regista Baltasar Kormàkur in uscita nel 2015, tratto dal libro di
Jon Krakauer “Aria sottile” che racconta il tragico esito del tentativo di
conquista del tetto del mondo da parte di quattro spedizioni condotte da guide
professioniste.
Florian Riegler è atleta del
Salewa alpineXtream Team e l’azienda ha contribuito attivamente alla
realizzazione del volume.
Il libro è acquistabile anche
online su: www.fratellidicordata.com
Informazioni per il pubblico: www.salewa.com
Per informazioni, materiale fotografico e prodotti da testare:
LDL COMunicazione (ufficio stampa SALEWA Italia)
via Quinto Alpini, 4 – 24124
Bergamo
Tel. 035.4534134 - Fax
035.8593.1191
info@ldlcom.it - www.ldlcom.it
Chi è Salewa? - SALEWA è il marchio leader in Europa per
l'attrezzatura e l'abbigliamento da montagna. Un vero
"multispecialista" nell'outdoor: oltre settant'anni di tradizione ed
esperienza sono fonte continua d'ispirazione e rappresentano la base per
raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi. Il gruppo SALEWA, che conta 340
dipendenti, è gestito con elevata professionalità da una conduzione familiare.
Nel 2010 SALEWA festeggia 75 anni: è infatti dal 1935 che gli alpinisti più
esigenti e gli appassionati di montagna trovano nel marchio soluzioni e
prodotti innovativi e affidabili, una tradizione, questa, che costituisce la
base per i prossimi passi da intraprendere a livello imprenditoriale verso un
promettente futuro in movimento.
venerdì 14 marzo 2014
giovedì 13 marzo 2014
mercoledì 12 marzo 2014
Terra muta di Gianni Lannes (Pellegrini - Cosenza, 2013). Intervento di Nunzio Festa
La
Terra non può parlare. Per sua fortuna. Almeno non nel linguaggio umano,
diciamo. Ché altrimenti sarebbe un lungo e interminabile urlo, il suo. Di
strazio. Perché la stanno massacrando: giorno dopo giorno. Ma per nostra
sfortuna Gaia è muta. Allora, noi comuni immorali dobbiamo stare
all'informazione del potere; quel livello di controllo, anzi, che i padroni del
mondo fanno passare col nome d'Informazione. E, soprattutto, gestita oltre che
condizionata dallo zelante e rigoroso e inarrestabile lavoro di tutti i
reticenti alla verita a libro paga del Potere e di tutti quegli esperti -
corrotti corruttori e corruttibili - gironzolanti nelle/intorno-sopra le nostre
misere vite. Gianni Lannes, che nel suo libro vive col nome di Lucien (non
essendo il giornalista abituato all'io), praticamente un'infaticabile eteronimo
corso assatanato nel lavorio della controinformazione quotidiana, è una delle
rare eccezioni a conferma della regola. Dove la stampa di regime e dei regimi
sporadicamente fa passare la verità, e con "Terra muta" siamo a una
conferma appunto. Perché nel documentato a dir poco e più recente
libro-inchiesta di Lannes troviamo tutti quei dati e le fonti utili a farci
un'idea ben precisa e chiara su un interrogativo oramai imprescindibile: i
terremoti sono tutti e sempre, adesso, naturali? Per capire l'approccio di
Lannes alla questione, per dovere d'appartenenza territoriale e cercare di
proporre almeno qualche punto saliente del gremito e argomentato assai quanto
obbligatorio volume, riprendiamo un estratto dal testo, un brano già pubblicato
on-line per lo spazio telematico e diario-giornale dell'autore stesso, Su la
testa; un articolo riguardante un sisma registrato nel Mar Tirreno e
interessante Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Siamo solamente a
gennaio 2014. "I dati ufficiali dell'Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia parlano chiaro: nella giornata di ieri sono state registrate ben
cinque scosse di magnitudo momento superiore a 2 (scala Richter), di cui due
pari a 3.7. Come sempre l'ipocentro, ossia la profondità, è superficiale: in
questo caso addirittura di soli 2 chilometri. Quali sono le cause? Si tratta di
movimenti naturali, oppure di sollecitazioni artificiali? Un fatto è certo:
nell'area marina del Mar Tirreno prospiciente Campania, Lucania, Calabria e
Sicilia, sorge sotto'acqua il più grande vulcano attivo d'Europa. Il gigante
Marsili con i suoi 3 mila metri di altezza è oggetto di trivellazioni da parte
della società Eurobulding - autorizzata dallo Stato italiano - per ricavarne
energia geotermica. Nella medesima area geografica, sempre su autorizzazione
del governo tricolore sono in atto trivellazioni anche della vulnerabile ed
esplosiva area dei Campi Flegrei. Non è tutto: c'è un altro vulcano, il
Vesuvio, che secondo gli esperti potrebbe eruttare pericolosamente da un
momento all'altro, mentre i piani di sicurezza per la popolazione dell'area più
densamente abitata d'Italia - ad opera della cosiddetta Protezione civile -
addirittura risalgono ad anni addietro e risultano obsoleti. Anche il più
importante e qualificato vulcanologo al mondo, il professor Nakada,
recentemente ha pubblicamente segnalato il pericolo. E prima di lui il medesimo
allarme era stato lanciato dal professor Dobran, uno dei più significativi
studiosi degli Stati Uniti d'America. Infine, è in atto sotto gli occhi di una
popolazione ignara, la geoingeneria ambientale: vale a dire una guerra non
convenzionale sotto regia del Pentagono e della Nasa, per controllare il clima,
a danno però di gran parte dell'umanità ed in palese violazione del Trattato
internazionale denominato Enmod risalente al 1978. Nel 2002 il governo
Berlusconi ha firmato un accordo con gli U.S.A., in parte sottoposto a segreto
di Stato, atto a manipolare appunto il clima: un atto di evidente violazione
della Costituzione, in particolare dell'articolo 32 a tutela della salute,
nonché delle normative di protezione sanitaria ed ambientale, e non ultima la
Convenzione europea di Aarhus, ratificata con legge statale numero 108 del
2001. Singolare coincidenza: dal 2003 ai giorni nostri l'INGV ha registrato un
incremento esponenziale dell'attività sismica, anche in aree asismiche.
Inoltre, si registrano notevoli aberrazioni elettromagnetiche. Infine, è in
atto in Italia da 11 anni, ma i primi esperimenti in Sardegna da parte della
Nasa e del Max Planck Institute risalgono al 1963, di bombardamento chimico
dell'aria (chemtrails) con alluminio, bario, litio, torio e polimeri
artificiali, con gravi conseguenze per salute delle persone. Certo, gran parte
d'Italia è a rischio sismico, tranne la Sardegna, ma nel nostro caso la
sismcità naturale è un insospettabile paravento per le forze armate di
Washington. La tecnologia bellica ha superato la fantasia umana da un bel
pezzo. Tranquilli: ci vogliono tutti a cuccia, servili e obbedienti per
sterminarci a puntino, con contorno di sciacalli negazionisti, decerebrati ed
ignoranti, usati per narcotizzare il rischio". Torna la domanda: terremoti
naturali o artificiali? La testi di Lannes, suffragata dall'esito d'un lungo
percorso di studio accompagnato e sostenuto da viaggi importanti nonché da una
mole impressionante di documenti, spesso militari quando non pareri tecnici di
scienziati, dice che l'Italia è scossa da una sequenza insolita di sismi
"che mietono persone ignare e causano danni incalcolabili: vittime umane e
caos programmato". Frutto d'una "guerra ambientale non ufficialmente
dichiarata", perseguita insistentemente dal gendarme Usa. Perché gli
yankee sono una minaccia, oggi e di nuovo, della sicurezza dell'Italia e
dell'intero Pianeta. "Indagando direttamente sul campo ed in mare,
oltreché in luoghi particolari, come ad esempio il National Archives and
Records Administration nel Maryland (USA) – ma non solo – ho scoperto che
l’Office Strategic Services (OSS), vale a dire il precursore della CIA, aveva
già pianificato per conto della Casa Bianca un terremoto da innescare
artificialmente in Giappone nel 1945, prima dell’esplosione delle due inutili
atomiche sulle città inermi di Hiroshima e Nagasaki. Ovviamente la tecnologia
bellica da allora ne ha compiuti di progressi in negativo a danno della vita e
dell’equilibrio di Gaia. Un perverso e criminale obiettivo perseguito e
realizzato, grazie all’assoggettamento scientifico di buona parte della
comunità accademica (civile). Anche in Italia i cervelli locali della materia
hanno usato esplosivi convenzionali, decine di tonnellate di dinamite (per ogni
test) nei mari Tirreno, Jonio, e Adriatico, ma anche sulla terraferma. Gli
esperimenti giustificati da finalità scientifiche, ma privi di valutazioni di
impatto ambientale, sono decollati a partire dal 1956 (inizialmente con i
residuati bellici della seconda guerra mondiale) così fino ai giorni nostri.
Esisteva addirittura, un ‘attività per fini esplorativi (tanto per vedere
l’effetto che fa) condotta nell’ambito universitario in collaborazione con la
NATO, il CNR e l’INGV ed altri enti a livello europeo, denominata Gruppo Grandi
Esplosioni. Geofisica d’altri tempi? Mica tanto. Bene, anzi male. Potrebbero
aver innescato accidentalmente, s’intende, anche qualche rovinoso terremoto in
Italia facendolo passare nel senso comune per naturale. Il libro, aperto alla
speranza, è corredato di prove e di amare sorprese", spiega chiaramente
l'autore al fine di presentare il suo volume dal libero web. Vittima di minacce
di morte e d'un attentato, Gianni Lannes non ha paura. E parla, per esempio, di
cosa è lo statunitense Centro H.A.A.R.P. Che, aggiungere nel libro il docente
universitario a Ottawa, Michael Choussudovsky: "(...) è un potente mezzo
per la modificazione delle condizioni atmosferiche e del clima". Le
antenne di Haarp "bombardano e riscaldano la ionosfera, generando
frequenze elettromagnetiche che rimbalzano sulla terra". Ed è una soltanto
delle peculiarità del mostro. Artificio nato grazie agli sviluppi nocivi delle
teorie, su tutte, dell'assassinato genio Tesla. Il mondo dominato dagli Usa non
deve sapere. Nel senso che le popolazioni devono esser all'oscuro di tutto.
Mentre i lidi sono pieni dell'Italietta al mare, le acque del Marenostrum sono
tante volte interdette alla navigazione e alla pesca. Ché nel suo grembo
l'esercito degli States e le compagnie petrolifere che lo mantengono producono
le loro manovre belliche. A quache passo da noi. Non sufficientemente soddisfatti
d'esser capaci di provocare terremoti e tsunami da lontano. Difficilmente
apriremo gli occhi, però almeno non facciamoci trattare da deficienti. E'
necessario stare, per quel che serve, in allerta. Si pensi, per dire, che in
alcuni convegni pubblici la scienza s'è fatta sfuggire che entro vent'anni
dobbiamo aspettarci un devastante sisma (indotto sicuramente, a questo punto)
in un punto imprecisato e imprecisabile del Mezzogiorno.
martedì 11 marzo 2014
lunedì 10 marzo 2014
domenica 9 marzo 2014
sabato 8 marzo 2014
venerdì 7 marzo 2014
Il Sorriso della Meretrice, di Fabrizio Ulivieri (Amazon). Intervento di Alessandra Peluso
Sono racconti, storie brevi che forniscono chiari esempi di un quotidiano che ci appartiene, capita di non vederlo, accade di patirlo o spesso si attua una sorta di rassegnazione o apatica insofferenza.
“Il sorriso della meretrice” di Fabrizio Ulivieri mette in luce le contraddizioni di tante o un’unica identità che appartiene ad una persona sola, che vive le sue trasgressioni accontentandosi del sorriso di una meretrice, o di far sesso con una massaggiatrice cinese.
Con un linguaggio chiaro, sebbene duro e acre probabilmente per dar ancor più l’idea della quotidianità mostrandosi al lettore senza maschere, senza ipocrisie. Sono infatti storie autentiche in ogni forma espressiva, caratterizzanti uomini o donne di oggi. Prevale la voglia di innamorarsi, ma anche quella di trasgredire, la forte volontà di cercare qualcosa, qualcuno, un vuoto da riempire.
Ulivieri scrive: «I sentimenti sono qualcosa che si prova spesso in contrasto alle decisioni della mente. Ciò che affiora da un sentimento è sovente uno stato di cose che di solito chiamiamo umore. Il nostro umore cambia con il cambiare dei sentimenti. In un sentimento non c'è nulla che possa essere legato ad un valore, ad una riflessione logica. I sentimenti sono partoriti dallo stato interiore del nostro corpo, dalle composizioni o decomposizioni chimiche e batteriche di conseguenza. E per questo si dice che un sentimento è cieco: nasce da regioni e ragioni oscure del nostro corpo». (p. 5). Ed ancora: «La disperazione è una sirena. La sua voce incanta ed attira il naufrago verso il suo letto di onde cullanti. Il disperato non è mai solo. È sempre in presenza di sé: del suo stato di assurdità, di melanconia, di una morte continua che mai uccide definitivamente. Il disperato è un Santo perché perennemente crocifisso a quello stato di beatitudine». Sono riflessioni intervallate nei racconti dall’autore che riprende anche versi intensi di poeti e filosofi come Sandro Penna, Soren Kierkegard, Albert Camus.
Questo indica un’osservazione attenta della realtà o almeno di parti del quotidiano oscuro, che rimane nell’ombra, non vediamo, o non vogliamo vedere un po’ come accade quando non si accetta di essere ciò che si è o si crede di essere.
“Il sorriso della meretrice” di Fabrizio Ulivieri dà forma all’amore che dice è tutto, ma spesso rende deboli.
Si susseguono le diverse storie come diapositive, scene di un film che è la vita. Il lettore legge, riflette, inarca un sorriso, sentendosi un po’ parte nelle parti ben descritte da Ulivieri nel testo.
C’è prosa e poesia, c’è il sapore dei poeti maledetti, del noir. Si avvertono nuove sperimentazioni nel raccontare se stesso, l’altro, il mondo, la vita. È un modo di raccontarsi e comunicare vero, sincero e queste caratteristiche attrarranno i lettori affamati di sincerità e non finzioni né ipocrisie. È uno scrittore che non tradisce al contrario di quanto lo stesso pensi, ma si offre senza veli, nella sua nudità, nella sua cruda schiettezza.
giovedì 6 marzo 2014
mercoledì 5 marzo 2014
martedì 4 marzo 2014
Zibaldone norvegico, di Luigi Di Ruscio, prefazione di Angelo Ferracuti, postfazione di Mauro Francesco Minervino (Pellegrini Editore). Intervento di Nunzio Festa
C’è un
poeta nella Scandinavia norvegica. Le ultime parole del poeta Luigi Di Ruscio,
nato nel 1953 in Italia e morto nel 2011 in Norvegia, aggrediscono come fecero
i primi versi del scrittore-operaio. Una lunga, e a tratti volutamente
ripetitiva, confessione nella prosa lirica anti-letteraria per la quale il
poeta-operaio od operaio-poeta viveva. Dalla sua lingua, con la sua irriverente
lingua. (solamente in questo caso, è possibile specificare in merito, Nori
Paolo arriva secondo). "La mia prima raccolta del 1953, avevo 23 anni, è
una raccolta delle miserie del primo dopoguerra di un vicolo di Fermo.
Immaginavo che le mie poesie di quella miseria non avrebbero resistito,
verranno tempi migliori quella prima raccolta sarà l'illustrazione di tempi
passati e dimenticati. Il tragico è che ripubblico una buona parte di quelle
poesie nel 2007, 54 anni dopo e sono ancora attuali". I temi: la scrittura
e il mondo letterario, la fabbrica e la famiglia, l’opposizione intransigente
al leccaculismo e al consumismo. Insomma contro il capitalismo. Ma dal
privilegio dell’indigenza, dal margine non marginale d’una quasi povertà.
Sicuramente tutta dignità. Da un comunista nostalgico, certo. Che fu pure
nostalgico di qualcosa che i comunisti non sempre fecero: la pratica inarrestabile
e affaticabile del contrasto assoluto e senza mezzi termini a ogni forma di
contrattazione al ribasso e compromessi rivelatisi in definitiva solo svendita
dei valori. Tanto che già quando pure parte della sinistra baciava i piedi e
l’anello della potentissima Chiesa fermana al fine d’ottenere un lavoro
salariato, Di Ruscio salì nella Norvegia della neve d’Oslo che lo accompagnò,
con tanto di moglie Mary e figli, al pensionamento. Le parole di Minervino
poste in calce al testo, sono troppo amicali per riportarle. E quelle
d’apertura del “giovane” Ferracuti son troppo di parte – Angelo Ferracuti è
stato tra i maggiori sostenitori del poco considerato Luigi Di Ruscio. Ma
affidandoci, appunto, soltanto alle parole del poeta, scopriamo e/o riscopriamo
il suo mondo. A cominciare dai contenuti che ha sempre vissuto. E dettato ai
posteri. Bellissima, comunque, l’irriverenza nei confronti del sistema
editoriale, comunque portata con colpi di spada, fendenti indimenticabili. Ché
Di Ruscio fa i nomi. Non per irridere, appunto, quelle persone (W. Siti in
primis). Perché il poeta si scaglia, con questa aggressione e usando tali
critici a emblema, ai ragionamenti celati sotto il materasso della stima agli
autori. E se siam sicuri che un giorno la Mondadori dedicherà uno dei suoi
libro al Di Riuscio, siamo altrettanto certi di come si tratterà della seconda
mancanza di rispetto. Tipo quel Sanremo odiato da Fabrizio De Andrè pronto a
permettersi di celebrarlo da morto. Per tornaconti di marketing, punto. In
“Zibaldone norvegico”, libro che intanto raccoglie non tutti gli scritti in
versi e di prosa inediti di Luigi Di Ruscio, vediamo l’accanimento terapeutico
su e per se stesso che il poeta italiano dona alla fine al proprio luogo di
nascita, l’Italietta, l’ex Belpaese che segue per cronaca grazie agli
abbonamenti a Corriere e Repubblica on-line. Nei passaggi meglio riusciti, per
esempio, il poeta italiano e scandinavo, amante della lingua scritta (tradotta
pure) che lo ospita e da riscrivere (solo pochi libri in italiano e forse
sempre quelli, premesso che diversi poeti anche della sua generazione non ‘riusciva’
più a leggerli) gioca coi nomi di politici fra i quali del ducetto d’Arcore e
del sommo di Bologna. Oppure sperimenta un catapultarsi in un’ossessione per il
passato sorpassato, vedi il secondo Dopoguerra. Riletto e, certamente,
rimembrato in quanto troppo simile, per problemi e peso specifico della gente
povera, al presente dell’oltre Terzo millennio. Sempre meno del “Palmiro”,
eppur la farina è la stessa. Il materiale lasciato da Di Ruscio è materia viva.
Chi l’ha amato, l’amerà. Il resto farà finta.
sabato 1 marzo 2014
giovedì 27 febbraio 2014
mercoledì 26 febbraio 2014
VERSO LEVANTE . Un secolo di poesia pugliese (1913-2013) a cura di Salvatore Francesco Lattarulo (Stilo editrice). Il 27 febbraio 2014 da Icaro Bookstore
Stilo Editrice in collaborazione con Arcadia Lecce, Salento in
Progress, e Fondo Verri di Lecce presentano giovedì 27 febbraio ore 19,30 a Icaro
Bookstore in Viale Cavallotti Felice 7/A
a Lecce il volume VERSO LEVANTE Un
secolo di poesia pugliese (1913-2013) a cura di Salvatore Francesco Lattarulo (Stilo
editrice). Interverranno il curatore Salvatore
Francesco Lattarulo, Alessandra Peluso (critica letteraria e collaboratrice di
Affari Italiani) e Stefano Donno (autore antologizzato)
Questa antologia della poesia
pugliese in lingua attraversa nell’arco di cento anni tre assi
macro-generazionali (1890-1922; 1923-1956; 1957-1989), rubricati per comodità
definitoria con un lessico parentale (padri, figli, nipoti), quasi che la
conterraneità anagrafica sia l’altra faccia di una consanguineità ideale.
Rappresentative della canonica partizione della regione adriatica in tre aree
geostoriche (Capitanata, Terra di Bari, Salento), le trenta voci qui
selezionate, dai progenitori novecenteschi agli eredi più recenti, esprimono un
canto che, a partire da una latitudine comune ma da orizzonti di ricerca
distinti, modula, sulle corde ora della tradizione ora del neo-sperimentalismo,
bisogni, irrequietezze, utopie. Nella consapevolezza, a partire dall’ultimo
trentennio del secolo scorso, di poter dialogare – forti di una parola propria
e originale – con il centro dalla periferia, al netto di un atavico complesso
di inferiorità, di una cronica sindrome di sudditanza psicologica. Un levarsi
della poesia del Sud verso il Sud.
Salvatore Francesco Lattarulo insegna italiano e latino nei licei.
Dottore di ricerca in Filologia classica, è cultore della materia presso la
cattedra di Sociologia della letteratura all’Università di Bari. È giornalista
professionista. Direttore responsabile delle riviste «Marsia» e «incroci»,
collabora con vari periodici letterari («l’immaginazione», «Pagine»,
«Capoverso», «Atelier») e con il «Corriere del Mezzogiorno», edizione regionale
del «Corriere della Sera». Gli è stato attribuito nel 2012 il premio di
giornalismo ‘Franco Sorrentino’. Dirige con Lino Angiuli e Carlo Alberto
Augieri la neonata collana di testi ‘nidiandoli’ per l’editrice Milella. Ha
curato La voce del gabbiano. Omaggio a Cristanziano Serricchio, numero speciale
di «Marsia» (Progedit 2012); ha pubblicato Dialoghi Murattiani (Adda 2013) ed è
curatore di Cristanziano Serricchio, la regina Giovanna. Dramma incompiuto in
tre atti (Schena 2013) e di Le pietre sopra le ali. Vent’anni senza Antonio
Verri, nuovo fascicolo monografico di «Marsia».
I poeti antologizzati sono: Carlo Alberto Augieri, Girolamo Comi,
Enzo Mansueto, Claudia Ruggeri, Salvatore Toma, Daniele Giancane, Lino Angiuli,
Vittorio Bodini, Nadia Cavalera, Raffaele Carrieri, Emilio Coco, Sergio
D’Amaro, Giovanni Dotoli, Luigi Fallacara, Enrico Fraccacreta, Umberto
Fraccacreta, Francesco Giannoccaro, Giuseppe Goffredo, Giacomo Leronni,
Raffaele Niro, Vittorio Pagano, Anita Piscazzi, Salvatore Ritrovato,
Cristanziano Serricchio, Grazia Stella Elia, Antonio Leonardo Verri, Stefano
Donno.
Collana di antologie poetiche Ciliegie
ISBN 978-88-6479-103-6
Illustrazione di copertina di Giuseppe Magnifico
Gennaio 2014 • pp. 232 • € 14,00
Info
Stilo Editrice
Arcadia Lecce
Salento in Progress
martedì 25 febbraio 2014
lunedì 24 febbraio 2014
LA LIBRERIA ICARO BOOKSTORE DI LECCE OSPITA “PER GIOVE! MISTERO AL CAFFÈ LETTERARIO” (Lupo Editore) DI PAOLO LA PERUTA
La Libreria Icaro Bookstore parte con gli incontri culturali e ospita
“Per Giove! Mistero al caffè letterario” (Lupo Editore) di Paolo La Peruta.
Presenta Osvaldo Piliego (giornalista, Coolclub)
Martedì 25 febbraio 2014, ore 18.30 - Libreria Icaro Bookstore - via
Felice Cavallotti 7/A - Lecce.
La fugace apparizione della
misteriosa Ilenia al Caffè Letterario intriga il titolare, Pietro,
stuzzicandone la curiosità e la fantasia… se non fosse per il richiamo costante
di Elisa, l’ex fidanzata. Ma – soprattutto – se non fosse che Ilenia gli dà
buca all’appuntamento perché è stata assassinata. Sullo sfondo dell’animata
vita notturna leccese scatta così un’indagine illegale non priva di rischi per
Pietro e per il suo socio Sandro: un’indagine resa decisamente più difficile
dall’isteria fuorviante dell’ispettore Pace, e che conduce il protagonista tra
vicoli e masserie, fragili giovinezze in cerca di sé e vecchie cronache dai
risvolti inquietanti.
Un giallo che si tinge ora di
commedia, ora di ironia (e autoironia) in agrodolce, ora di amaro realismo, in
un percorso tutto salentino costellato di personaggi e paesaggi pieni di
fascino.
Nato a Napoli. Ha fondato il
Caffè Letterario di Lecce, locale nel cuore della città che negli anni è
diventato un punto di riferimento per artisti, intellettuali e universitari del
Salento. Ha organizzato mostre, concerti, incontri, rassegne e una serie
infinita di eventi culturali. Prima di ritornare nel Salento (di cui è affascinato
ma non abbagliato) ha lavorato come animatore, coltivatore di albicocche,
metalmeccanico, venditore di patatine, scaffalista, impiegato... Per Giove! è
il suo romanzo d’esordio, scritto sostanzialmente al banco del “Caffè
Letterario” ma anche in coda in posta o in banca, durante la lezione di danza
di una figlia e quella di atletica dell’altra, con il suo fido telefonino senza
il quale questo libro non esisterebbe.
INFO
domenica 23 febbraio 2014
sabato 22 febbraio 2014
venerdì 21 febbraio 2014
giovedì 20 febbraio 2014
mercoledì 19 febbraio 2014
La libreria Icaro Bookstore apre a Lecce
Il valore del libro e della lettura trova a Lecce nuove insegne: Icaro
bookstore, in via Cavallotti 7/a a Lecce.
"Fuori dai luoghi
comuni" recita il claim della nuova iniziativa di Francesco Fiorentino e
Luigina Carlucci. Il bookstore nasce per rispondere alla necessità di costruire
e di offrire uno spazio non formale e non convenzionale al libro e al lettore.
Un luogo in cui, il mestiere del libraio possa compiersi in piena autonomia e
indipendenza. Scelta non facile in un epoca in cui tutto pare conformarsi a
canoni e a consuetudini che invece di dare valore al libro e all'esperienza
autoriale la rendono cornice di altri commerci... Icaro bookstore vuole
ispirarsi all’amore e alla competenza per i libri e per dirla con Jean-Luc
Nancy immagina la libreria come "un'officina di sentori e di sapori
attraverso i quali si lascia indovinare, supporre, presentire qualcosa come una
fragranza o come un aroma": quello straordinario ed unico trattenuto
nell'unicità di ogni libro. "Il lettore, nella libreria, non legge o legge
poco... sfoglia, ispeziona a tentoni, quasi alla cieca" scrive il filosofo
francese. "Non divora, ma gusta, annusa, o lecca la sostanza"...
ecco, il bookstore vuole essere luogo per il gusto del leggere, "affidato
alle cure di quel singolare commerciante che è il libraio, a cui spetta non
solo vendere, ma innanzitutto scegliere, esporre, offrire il libro alla
curiosità del lettore", a quella curiosità che è leva di ogni crescere, di
ogni cambiamento!
L'appuntamento per l'inaugurazione del bookstore è fissato per sabato
22 febbraio
Il nuovo bookstore si sviluppa su 200 mq su un unico piano; avrà una
dotazione di 15.000 titoli di libri sempre disponibili. 200.000 titoli di libri
ordinabili in 24 ore nei settori narrativa, saggistica, giuridico,
universitario, ragazzi e giochi. ogni settimana numero 2 eventi. Una tessera
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Info-tel: 0832.331999
martedì 18 febbraio 2014
Mi chiamarono Brufolo Bill, di Margherita De Napoli, Progedit 2014. Intervento di Alessandra Peluso
Leggendo “Mi chiamarono Brufolo Bill”
si ride e tanto anche grazie alla capacità narrativa di Margherita De Napoli e
alla sua verve nel raccontare una disavventura vissuta sulla propria
pelle, nel vero senso della parola: l'acne.
Un problema terribile e fastidioso che
molti adolescenti di ambo i generi hanno dovuto sopportare. L'autrice racconta
il problema come fosse una vera tragicommedia all'italiana. Si ride e si
riflette.
«Ho cominciato ad apprezzare la mia bella
pelle solo quando si è rovinata, e purtroppo è così per tutte le cose, ne
capiamo il valore quando è troppo tardi; ci accorgiamo dell'importanza degli
affetti solo quando sono scomparsi». (p. 16). Ed è proprio così. Margherita ha
una vita come tante, le interrogazioni con professori spauracchio, un ragazzo
Giorgio, una famiglia, le amiche, il primo colloquio di lavoro: tutto condito
da humour sorprendente e brufoli
invasivi.
È bellissimo il capitolo dedicato
all'uomo, un'analisi quantomai attuale del maschio che non c'è ossia “un tempo
era l'uomo che difendeva il proprio territorio e sceglieva la donna da
proteggere. Oggi si sono invertiti i ruoli: la donna sceglie l'uomo e lo
difende”.
Cerchiamo di essere ottimisti e di
credere che ci si scelga reciprocamente!
Insomma aggiunge Margherita De Napoli:
«Il sogno più grande degli uomini sarebbe quello di rimanere bambini a tempo
pieno per poter essere sempre coccolati, perdonati, amati senza se e senza ma».
(p. 39).
Pertanto, torniamo al punto cruciale del
libro: il brufolo, o meglio, i brufoli, presenze sconsiderate, ospiti sgraditi
sul viso di Margherita.
L'autrice descrive le sue battaglie
spesso sanguinose tra creme, unguenti, farmaci, scrub, di tutto di più
per tentare di non vedersi il viso un tempo bellissimo, liscio ed ora rovinato,
vissuto dalla protagonista come un vero e proprio handicap fisico. Tanti i
dermatologi consultati e gli episodi raccontati come e proprie gag
all'italiana. Lunghi fiumi di lacrime che la madre e il ragazzo sopportavano e
supportavano cercando di arginare dando conforto.
È un delizioso racconto che si legge
tutto ad un fiato, allegro, spensierato nonostante quest'acne prepotente.
De Napoli parla di una stima e fiducia in
sé che viene meno quando si è consapevoli di non essere belle come tutti
vorrebbero, non si rispecchia più il modello imperante della bellezza fisica
perfetta così come si affrontano altri limiti imposti dalla società
contemporanea.
Sceglie un modo simpatico per raccontarsi
e magari chissà che parlarne possa servire a qualcuno.
“Mi chiamarono Brufolo Bill” è
inoltre condito da simpaticissimi disegni di Francesca Zaccaria che
esplicitano, raffigurano in modo esaustivo i racconti di Margherita De Napoli.
Ne risulta che la protagonista dimostra
di avere la capacità di rendere simpatici anche i brufoli, amici e compagni di
avventure e disavventure, fortunatamente ospiti per un breve periodo
dell'esistenza della stragrande maggioranza degli umani.
lunedì 17 febbraio 2014
domenica 16 febbraio 2014
sabato 15 febbraio 2014
venerdì 14 febbraio 2014
Lascia che il mare entri, di Barbara Balzerani (DeriveApprodi), Intervento di Nunzio Festa
Tre donne esemplari come uno
schizzo sulla parete del Novecento. Barbara Balzerani con "Lascia che il
mare entri" sceglie, componendo un romanzo breve che è nuovamente e anche
un quaderno di memorie personali, d'entrar meglio nella propria famiglia,
compresa se se stessa, per riparlare del secolo che fu. La figura della nonna è
la traccia più lontana; il primo punto di riferimento per l'analisi
dell'involuzione in corso. In un "memoir" tutto politico. (Si
sottolineino le immagini narrativi migliori del libro, che sono proprio quella
più militanti - e pure le meno 'letteraie'). Poi la madre. Che fingeva, tra
virgolette, d'aver votato la democrazia sostenuta dal proprio marito e che
invece aveva sempre votato socialista. Infine la giovanissima combattente: Barbara.
Che s'oppone contro tutte le guerre e ancora è contro le malefatte e le stesse
ragioni di vita del capitalismo agganciato al consumismo. Barbara Balzerani
subì una sconfitta. Sua madre e sua nonna anche, se pur di segno diverso. Però
tutte, come noi d'altronde, a registrar la vittoria del potere. Sulla nostra
pelle. Che si racconta da sola, con gli strumenti dell'imposizione date dal
mercantilismo dirigente. "Storie che provano a restituire voce alle
ragioni ammutolite dalla Storia scritta. Storie del tradimento di saperi,
dell’inganno del progresso mercantile, del grande affare delle guerre, della
rottura del patto con la vita e del prezzo per non averne difeso le condizioni.
Storie di sfiduciata resistenza, di subordinate aspettative, di imprevidenza di
morte per vanagloria di crescita illimitata", parole perfette. Mentre
muore la Civiltà, chiaro. "Tre donne che chiudono in un circolo virtuoso
le battaglie di una manciata di generazioni per mantenere il senso di sé e il
legame con i fondamenti dell’esistenza". Barbara Balzerani, nuovamente,
c'invita a riflettere sul quel che abbiamo sotto gli occhi.
giovedì 13 febbraio 2014
mercoledì 12 febbraio 2014
martedì 11 febbraio 2014
lunedì 10 febbraio 2014
domenica 9 febbraio 2014
Anuda, di Davide Cortese, ebook pubblicato da www.LaRecherche.it, 2014. Intervento di Alessandra Peluso
Ho avuto modo di conoscere la poesia di
Davide Cortese con “Madreperla” (2013) edito da LietoColle e già allora
avevo scritto: “appare un piromane che incendia, alimenta il fuoco della
poesia, benevolo certo, vitale, penetra il verso come la freccia il suo
bersaglio” e in questa nuova
pubblicazione edita da Aletti, “Anuda” in versione ebook pubblicato da www.LaRecherche.it ribadisco il suo modo coinvolgente e intenso di
fare poesia.
“Anuda” è una raccolta poetica dedicata
all'amore, alla passione integra, totale comprensiva di materia e spirito, di
corpo e anima. Con tutto il vestito addosso della bellezza e dell'eleganza la
poesia di Cortese si mostra e si legge: «Un’algida
fiamma / mi lambisce con verità crudeli. / Un fuoco senza amore / che brucia
come l’amore. / La mia pelle è cenere di poesia, / il mio cuore un carbone
acceso, / un rovente pane nero / per la fame di un demone arcano».
È la
passione che arde rovente nell'anima del poeta e lo spinge a produrre versi che
toccano le profondità emozionando al contempo il lettore. C'è pathos e
vita vissuta ogni momento dall'alba al crepuscolo, sino alla notte.
Stupendi
i versi di “Il Circo del diavolo” nei quali esibisce la spiccata propensione
alla verità contro ogni forma di prigionia, di schiavitù, al di là di ogni
finzione spettacolare come può essere quella di un circo.
«Ciò che
si muove nel mio ventre / è l’intero mondo, / bagnato fradicio, fino al cuore
di fuoco, / dalla pioggia splendente della vita. / Ma sarò solo una gabbia
d’ossa / se ora tu non verrai ad amarmi. / Sarò il cimitero dei miei popoli
iridati, / degli arcani baciatori, / dei miei incendiari poeti». Cortese è
animato da impulso vitale, da un istinto dionisiaco che è forza straripante
nell'esplodere di versi di amore e di passione dedicata alla sua amante. C'è
dolore quando questo amore non è corrisposto ma è proprio qui che si percepisce
la ricchezza della poesia che emoziona, colpisce, ferisce, guarisce ogni mal
d'amore.
C'è la
notte e il giorno, la luce, il buio, il bambino, l'adulto, il sole e la luna,
la nascita e la morte: ci sono le contraddizioni, gli opposti necessari ad una
vita degna di essere vissuta con intensità, con emozioni provate all'ennesima
potenza.
Appare
la poesia classica, il sentimento dell'amore cantato dai poeti greci che
amavano l'amore e soffrivano per esso. Così si legge: «E io ho fame di vivere
davvero, / e di darti la mia vita / con me che vi danzo dentro. / E ho fame di
sentire le tue mani / tirarmi fuori dalla scatola / come una marionetta. / Ho
fame del tuo sorriso, / di te che ami il mio spettacolo».
Davide
Cortese stupisce in ogni suo verso, incanta destreggiandosi come è solito fare
nei suoi opposti, diverte anche quando immagina se stesso e il suo funerale.
“Anuda”
è una raccolta poetica che suscita emozioni vive, rende vivo il fuoco dello
spirito umano, sprizza energia a chiunque si accosti. Gode di un'intensità che
rapisce e giunge necessariamente gli angoli più impervi dell'animo. Cortese se
pur giovane esprime nelle sue poesie maturità nel dire ciò che sente,
elaborando una grande rappresentazione teatrale, o semplicemente confessa la
sua la nostra verità quella sull'amore che prende, cattura, porta via e al
quale nessuno può negarsi.
sabato 8 febbraio 2014
venerdì 7 febbraio 2014
giovedì 6 febbraio 2014
Alla ricerca di un cuore (Lupo editore) di Manuela Melissano il 7 febbraio 2014 alle Cantelmo di Lecce con Vittoria Coppola.
La casa editrice Lupo, è lieta di inaugurare la
nuova collana Bovary, con una pubblicazione che verrà presentata in anteprima
nazionale a Lecce. Si tratta di un progetto (che riserverà molte sorprese) fortemente
voluto da Cosimo Lupo (l’editore) che è riuscito a dare vita ad uno spazio
letterario dove il sentimento, la passione, la vita in tutte le sue sfumature può
presentarsi al pubblico dei lettori in maniera totalmente ed assolutamente
autentica, dando dunque spazio a voci di donne che parlano di donne e sulle
donne, con una marcia in più! Il primo libro è della giovanissima Manuela
Melissano con il suo “Alla ricerca di un cuore” che verrà presentato dalla
scrittrice Vittoria Coppola il 7 febbraio 2014 alle ore 19,00 presso le
Officine Cantelmo di Lecce.
Il
libro - A vent’anni, Elisa ha tutto: benessere, una famiglia che la ama e la
coccola (anche troppo!), un amore, interessi che le riempiono la giornata e
appagano la sua sensibilità. Solo una cosa le manca, ma lei non lo sa… fino a
un freddo pomeriggio invernale in cui, non sapendo come trascorrere il tempo,
apre un baule pieno di vecchie fotografie.
Comincia
così per lei un viaggio che la porta lontano, alla ricerca del tassello capace
di ricomporre il disegno della sua vita.
Nata a
Galatina (Le) nel 1989. Vive a Lecce con la sua famiglia. Nutre da sempre la
passione per la
scrittura. Altre sue passioni sono la recitazione e da poco anche la fotografia. Questo è il suo primo romanzo.
scrittura. Altre sue passioni sono la recitazione e da poco anche la fotografia. Questo è il suo primo romanzo.
INFO
mercoledì 5 febbraio 2014
L’ATTESO MANUALE DI RIFERIMENTO DI RENATO PORTALE - CON TUTTE LE NOVITÀ SULL’IVA. È IN USCITA PER GIUFFRÈ EDITORE
Punto di riferimento indiscusso
per l’aggiornamento e la corretta comprensione di tutte le novità delle nuove disposizioni IVA. Tra le più
importanti: la Web Tax, le 60 sentenze della Corte di Giustizia e le oltre 120
sentenze e ordinanze della Cassazione in
materia di IVA emanate nel 2013, le ultime Circolari - del Dicembre 2013 -
dell’Agenzia delle Entrate e l’approfondimento del Regime dell’Inversione
Contabile.
Milano, 3 Febbraio 2014 – Adottato sin dal 2008 presso la
Commissione Europea per monitorare la legislazione e la prassi interna, il
Manuale IVA di Renato Portale edito anche quest’anno da Giuffrè Editore resta
il più autorevole punto di riferimento, fondamentale per capire tutte le novità
nelle norme sull’IVA e trovare subito soluzioni concrete ai problemi della
pratica. In uscita dal 3 febbraio nelle migliori librerie e su www.fiscopiu.it
anche in formato ebook offre un quadro completo ed esaustivo di tutte le novità
sull’IVA introdotte dalla legge di stabilità (compresa la Web Tax in vigore a
partire dal 1° luglio 2014) insieme alle oltre 180 sentenze emesse nel 2013 da
Corte di Giustizia e Cassazione e le ultime due circolari dell’Agenzia delle
Entrate del 17 e 19 Dicembre 2013 su fotovoltaico e detrazione IVA a seguito di
accertamento dell’Ufficio. Apprezzato da professionisti e consulenti poiché
redatto dal Dr.Renato Portale, riconosciuto come il più autorevole esperto in
materia IVA, inquadra gli argomenti in modo completo, esaustivo ed anche
critico: individua le problematiche e le possibili soluzioni con taglio chiaro e
pratico. Il Manuale garantisce anche, nel corso del 2014, un aggiornamento
continuo: 3 volte sul testo ebook e permanente su Pianeta IVA, la rubrica di
approfondimento settimanale tenuta dal Dr. Renato Portale su www.fiscopiu.it
“Sono soddisfatto del 2° anno di
collaborazione con Giuffrè Editore che, anche grazie alla rubrica Pianeta IVA
su www.fiscopiu.it, mi consente di proseguire il dialogo diretto di
aggiornamento costante con i professionisti e i consulenti del settore” –
afferma il Dr. Renato Portale autore del Manuale IVA 2014.
“Forti del secondo anno
consecutivo di proficua collaborazione con il Dr. Renato Portale, abbiamo
pensato di innovare il prodotto, realizzando, per la prima volta, anche la
versione ebook del Manuale IVA, scaricabile dal nostro sito www.fiscopiu.it per
soddisfare le esigenze di accessibilità online ai contenuti che ci sono giunte
da parte del segmento più giovane dei professionisti fiscali e contabili –
dichiara l’Ing. Antonio Giuffrè, Direttore Generale della casa editrice che
prosegue - in questo modo confermiamo il posizionamento di www.fiscopiu.it come
il nuovo punto di riferimento di commercialisti e responsabili amministrativi
d’azienda, il nucleo fondante di un vero e proprio sistema integrato Giuffrè
che garantisce un’offerta completa e multicanale con sinergie di sistema tra
Web, Banca Dati, Volumi e Formazione sia in aula che in modalità e-learning”.
martedì 4 febbraio 2014
“Scarpe rosse”, di Marisa Fortuzzi, Lupo Editore 2014. Intervento di Alessandra Peluso
Una donna capace di reagire, di
sciogliere i nodi della propria esistenza grazie all'aiuto di un paio di scarpe
rosse che le faranno da interruttore per accendere una nuova vita.
“Scarpe rosse” di Marisa Fortuzzi
è una bellissima storia che si legge voracemente e con curiosità proprio come i
protagonisti Marina, giornalista e Aldo, commesso e responsabile di un negozio
di scarpe.
Un incontro apparentemente casuale fa
nascere una grande amicizia tra Marina e Aldo e porta cambiamenti importanti
sia in ambito professionale che nella vita. La donna, nota e seria giornalista,
cambia modo di vestire, diventa sgargiante, colorata, attraente come una
mattina, quando arriva in redazione indossando un collant nero, impermeabile
color cammello, sciarpa di seta rosse e un bel paio di scarpe rosse. Un
rinnovamento che non passò certo inosservato in ufficio nemmeno quando le sarà
assegnato il compito di intervistare il noto giornalista Vincenzo Maurenti.
La vita cambia corso e Marina ha colorato
di rosso la sua poco prima stantìa, malinconica e rancorosa vita. Questa vita
che nasconde una grandissima delusione, un dolore che le hanno procurato -
quello che sarebbe dovuto essere il giorno più bello - al matrimonio.
La storia si svolge tra la Puglia e la
Toscana con i dovuti chiarimenti, le confidenze. L'amicizia dimostra la
necessità di esserci, il potere di lenire le ferite di una vita.
Tante sorprese si presentano agli occhi
del lettore commosso e felice per ciò che il corso degli eventi regalerà ai due
protagonisti. L'autrice sottolinea con un sorriso valori indispensabili come
l'amicizia, il rispetto, la possibilità di darsi un'altra opportunità e
scegliere di vivere felice come ognuno di noi merita e in tal modo conoscerla e
utilizzarla al meglio.
Scritto in modo semplice, chiaro, fluente
dipinge ciò che spesso comunemente può accadere: i tradimenti, le ipocrisie, le
false speranze e persino quando tutto sembra crollare appare un angelo che
guida verso la salvezza, un po' come sarà Aldo per Marisa: «Si è creato tra noi
un tale rapporto d'affetto sincero, spontaneo, senza filtri e senza maschere,
da farmi sentire libera di essere me stessa insieme a lui come non sono stata
mai, nemmeno con mia sorella o con mia madre. Con Aldo non ho paura di essere
giudicata per quello che dico o che faccio, per quello che sono. Lui non usa le
critiche come un martello per demolire, ma al massimo, con molto affetto
azzarda un consiglio. Questo è il mio amico». (p. 119).
In questo momento qualcuno starà
invidiando Marina: chi non desidera infatti un amico con tali caratteristiche?
“Scarpe rosse” coinvolge chi ha
bisogno di una pennellata di rosso, determinatezza, un pretesto per cambiarsi e
svegliarsi la mattina contento della vita. È proprio così che sarà per Marina,
la quale dimostra che tutto può accadere anche a cinquant'anni, basta volerlo e
cercarlo.
Svela ciò che è necessario, che è
importante vedere non semplicemente con gli occhi ma col cuore, il sentimento: «L'essenziale
è invisibile agli occhi, non si vede bene che col cuore... era questo che
voleva che tu capissi vero? Il segreto della volpe amica del Piccolo Principe».
(p. 40).
Si tratta pertanto di un bel
racconto che infonde davvero tanta
positività.
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