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venerdì 13 marzo 2026

Distanza di sicurezza di Romana Petri (Neri Pozza)

 Romana Petri torna con un nuovo, emozionante capitolo della saga portoghese. Con la sua innata capacità di leggere la complessità dei legami familiari rende universale anche la cosa più privata che c’è: la fine di un amore.

Mancavano pochi giorni alla prima udienza. Cosa avrebbero provato rivedendosi? Si sarebbero visti e sconosciuti? A questa ipotesi non poteva nemmeno pensare. Che una separazione si trasformasse anche in sconoscenza. E tutti gli anni trascorsi, che fine facevano? Quante persone siamo se basta poca lontananza per non capirci più?

«C’è un profumo nella letteratura di Romana Petri, un profumo che ci piace, e le siamo riconoscenti». - Antonio Tabucchi


Forse non esiste una distanza che ci metta al riparo dalla deflagrazione di un amore che finisce. Luciana Albertini lo sa bene, porta ancora inciso nel cuore l’abbandono improvviso di suo marito Vasco. E se di giorno la vita la trascina lontano – la pittura che ormai l’ha resa un’artista conosciuta nel mondo, l’immortale cane Barabba che consola i suoi smarrimenti, e anche quella lettera alfa che ogni mattina si dipinge sulla fronte per ricordare a sé stessa che è una vincente –, le notti sono infinite e piene di domande, una fra tutte: perché? Vasco Dos Santos conosce la risposta, ciò che lo ha spinto a chiudere quella relazione che si ostina a non chiamare con il suo nome. Conosce la rabbia, il disagio, il senso di fallimento che gli hanno dato la forza di lasciare Roma e tornare nella sua Lisbona. In quel pantano familiare da cui lei aveva provato, invano, a tirarlo fuori: un padre ingombrante e assente, una sorella guerriera sopravvissuta all’inferno, il ricordo di una madre immensa e fragile, la messinscena dei pranzi di famiglia. Conosce il motivo per cui ha voltato le spalle a quella donna stramba, forse troppo talentuosa. Luciana e Vasco sono entrambi sospesi, di fronte a loro un bivio: lasciar andare ciò che è stato e rinascere alla vita come farfalle, o restare imbrigliati nel passato, nel rancore, come eterne crisalidi. Con questo romanzo, Romana Petri affonda la sua penna nella matrice di tutte le storie, la relazione umana in tutta la sua semplice complessità, e ci restituisce la verità dietro il sogno, la possibilità dietro la fine






giovedì 12 marzo 2026

Cara televisione. Una storia d’amore e altri sentimenti di Aldo Grasso (Raffaello Cortina Editore)

 La televisione è cambiata e ha cambiato un po’ pure noi. “Mi sono sempre definito uno spettatore di professione e sono stato spesso scambiato per uno snob, ma sono esattamente il contrario: un sincero democratico la cui curiosità indagatrice è ugualmente sollecitata da un programma ben riuscito come dal trash più efferato, dal pezzo di bravura come dall’approssimazione più sfacciata. Insomma, amo il popolare senza demagogia.” Aldo Grasso cede per la prima volta alla tentazione di riflettere sul suo lavoro di critico televisivo – “un apolide, un reietto, un intruso non riconosciuto dagli Altri Critici e non amato dai diretti interessati, abituati a essere vezzeggiati e coccolati dalla carta stampata” – e lo fa raccontando la televisione italiana di ieri e di oggi, specchio intramontabile di vizi e virtù, passioni e disincanti di un intero Paese





mercoledì 11 marzo 2026

Racconti crudeli di P. A. Villiers de L'Isle-Adam (Carbonio)

 Pubblicato nel 1883, "Racconti crudeli" è annoverato tra i capolavori di Auguste de Villiers de L'Isle-Adam, aristocratico decadente e visionario, e rappresentante di spicco della narrativa simbolista francese. Nella società della seconda metà dell'Ottocento, dominata dal determinismo naturalista di una borghesia devota al denaro e all'utilitarismo, Villiers si pone come un outsider che con il suo immaginario febbrile, ironico e profondamente lirico smaschera e sovverte il patinato mondo delle convenzioni. Questa raccolta di 28 racconti è una galleria di visioni fulminanti e spietate, dove la modernità viene trafitta con un'eleganza implacabile. La scienza è ridicolizzata in invenzioni grottesche; la borghesia è messa alla berlina per la sua ipocrisia e superficialità; la fede nel progresso è trattata come una superstizione moderna. Eppure, sotto la superficie satirica, si intravede un desiderio di assoluto, un'urgenza metafisica che trasforma ogni racconto in un'allegoria dell'invisibile. Villiers scrive con uno stile sontuoso e ricercato, cesellando ogni frase come un gioiello raro, e nello scorrere di queste pagine di abbagliante arguzia, la vita si trasforma in un palcoscenico dove attori grotteschi recitano la propria parte senza comprenderne il senso





martedì 10 marzo 2026

Le sorelle in giallo di Mieko Kawakami (E/O)

 Dopo Seni e uova, il grande ritorno di Mieko Kawakami.

Un libro evento.
Quattro ragazze in fuga.
Una città che divora.
Un bar chiamato Lemon.
Una storia impossibile da dimenticare.

«Mieko Kawakami racconta il legame tra tre ragazze e un'adulta in un Giappone crudele.» - Annachiara Sacchi, La Lettura


Hana ha quarant’anni quando viene a sapere per caso che Kimiko, la sua Kimiko, è finita nei guai con la giustizia. L’aveva incontrata per la prima volta da adolescente mentre cresceva senza padre in un alloggio popolare della periferia di Tokyo. Kimiko era stata il suo faro di speranza, un’adulta in grado di parlare la lingua dei giovani e prendersi cura degli altri. Insieme aprono il Lemon, un bar che, nonostante l’ambiente un po’ malandato e la clientela a tratti equivoca, diventa per Hana un rifugio e un’occasione di riscatto. Il destino metterà sulla loro strada Ran e Momoko, altre due ragazze un po’ ammaccate dalla vita. Prendendosi cura una dell’altra le quattro amiche lottano contro sciacalli, criminalità organizzata e la cattiva sorte. Nella cornice della vita notturna di Tokyo, Hana dovrà essere più che determinata per tenersi stretta la sua nuova felicità. Un romanzo che, come molti dei recenti successi letterari – da Donna Tartt a Hanya Yanagihara – esplora i modi in cui gli esseri umani riescono (o no) a sopravvivere insieme





lunedì 9 marzo 2026

La cerniera d'Europa di Gustaw Herling (Bibliopolis)

 Gli articoli di Gustaw Herling qui raccolti, pubblicati originariamente su varie testate italiane in un arco temporale di tre decenni, ripercorrono gli snodi essenziali della storia dell’Europa dell’Est fino al 1999 e forniscono importanti chiavi di lettura di ciò che ha significato la divisione in due dell’Europa all’epoca della guerra fredda. Seguendo le dinamiche interne all’URSS, mettendo in rilievo le molte forme del dissenso sovietico, esplorando opere classiche e meno note della letteratura russa, monitorando i movimenti di opposizione nel Centro e nell’Est del continente europeo, immergendo la cronaca in più ampi contesti storici, valorizzando l’importanza della sfera culturale, le pagine di Herling consentono al lettore di affrontare scottanti questioni del presente (come la guerra in Ucraina) con maggiore consapevolezza e profondità. Al contempo questi frammenti scelti degli scritti italiani di Herling sono una cartina di tornasole della varietà e ricchezza del dibattito pubblico nel quale lo scrittore polacco, dal suo esilio a Napoli e a Parigi, entra con una cifra originale tinta di appassionata vis polemica





sabato 7 marzo 2026

Postmodernismo. Ovvero la logica culturale del tardo capitalismo di Fredric Jameson (Einaudi)

 La presente edizione è arricchita da una nuova prefazione di Daniele Giglioli.


Il postmodernismo è finito, è l'etichetta appiccicata a una stagione ormai conclusa e riposta su uno scaffale accanto a tanti altri «ismi» del Novecento? Oppure ci muoviamo ancora nella sua ombra e piú pensiamo di averlo superato piú sprofondiamo in esso? Dominante culturale di un'epoca che possiamo guardare da fuori e storicizzare, o labirinto di specchi da cui non siamo piú in grado di uscire? Forse il postmodernismo è entrambe le cose e una terza ancora (e una quarta, una quinta...): scherzi della dialettica. Quel che è certo è che per capirci qualcosa dobbiamo tornare al testo fondamentale sul tema, quel "Postmodernismo ovvero La logica culturale del tardo capitalismo" di Fredric Jameson che fin dalla sua comparsa nel 1991 si è imposto in maniera quasi autoevidente come ultimo grande classico del pensiero teorico del XX secolo. Trionfo e campana a morto dell'idea di «un sistema» che riesce a farsi immagine del mondo, Jameson piú di trent'anni fa ha scritto un libro che parla al presente: che parla di totalità, prima che il digitale la ricreasse attraverso la rete; di sublime tecnologico, prima di Big Data e Ai; di capitalismo e produzione culturale, prima che... be', guardatevi attorno










venerdì 6 marzo 2026

Passe-partout (2002-2025) di Massimo Recalcati (Castelvecchi)

 “Passe-partout”, quindi, nel duplice senso: un libro-chiave per aprire porte diverse, ma anche una lettura che ci permette di creare un margine critico, un’attenzione, un “piccolo scarto” capace di mettere in movimento le nostre esistenze.


Lettore infaticabile, Massimo Recalcati ha spesso scritto testi introduttivi alle scritture di altri: porte d’ingresso alle opere di grandi filosofi come “L’essere e il nulla” o “L’idiota della famiglia” di Jean-Paul Sartre, alle riflessioni sull’amore di Julia Kristeva e Catherine Millot, alle considerazioni sulla guerra di Franco Fornari. Ma anche prefazioni ai testi di molti colleghi psicoanalisti, tra cui Gérard Pommier, Elvio Fachinelli, Jean-Pierre Lebrun, Jorge Alemán. Che si parli di clinica analitica o di Gesù, di collera o di passioni amorose, di Flaubert o di Telemaco, Recalcati tocca il punto di singolarità che contraddistingue ogni vita, mettendo in valore «l’energia del desiderio e dell’amore – che rifiuta l’ombra spessa della morte, il peso opprimente del passato, che preferisce l’orizzonte aperto del futuro alla schiavitù infernale del proprio Egitto». Questo libro, oltre a immergerci nella sua variegata biblioteca personale, è anche un appassionato invito a riscoprire i nostri talenti e ad accogliere l’imprevedibile evento della vita




giovedì 5 marzo 2026

Il segreto delle isole. Storie di linee, memorie nascoste e mondi inventati di Silvia Ferrara (Feltrinelli)

 Un viaggio nelle isole che inventano il mondo: dove i segni diventano storie, le storie diventano memoria e la memoria diventa l’origine di tutto ciò che chiamiamo umano.

«Le terre circondate dal mare sviluppano conoscenze ed ecosistemi culturali con tempi e schemi diversi dal continente. Silvia Ferrara esplora i loro modelli di scrittura, un universo variegato con misteri irrisolti.» 

Matteo Trevisani, La Lettura


Che cosa rende un’isola un luogo capace di inventare? Perché, nelle terre circondate dall’acqua, nascono segni, storie, scritture che altrove non avrebbero potuto vedere la luce? Silvia Ferrara attraversa oceani e millenni per rispondere a queste domande, guidandoci in un viaggio che è al tempo stesso esplorazione scientifica e avventura personale. Le isole a cui approda non sono spazi chiusi, ma fucine di immaginazione, punti in cui l’umanità sembra trovare, con sorprendente naturalezza, la propria voce primordiale. Dalle grotte di Sulawesi, dove un maiale selvatico e le impronte affiancate di due mani raccontano una delle prime narrazioni della storia umana, al silenzio vulcanico di Rapa Nui, dove i glifi rongorongo custodiscono ancora un mistero irrisolto; dall’eleganza rituale della scrittura balinese ai sillabari improvvisati nelle Isole Caroline, nati dall’incontro con un naufrago americano; dai rotoli lontar delle isole indonesiane fino ai segreti di un’isola nordica dove le incisioni si manifestano solo con la luce giusta. Ogni approdo rivela un tassello di una domanda più grande: come e perché gli esseri umani cominciano a lasciare tracce di sé? Il segreto delle isole è un viaggio scientifico che unisce archeologia, linguistica storica, antropologia, neuroscienze e sperimentazione cognitiva. Un libro che illumina la fragilità e la potenza dei nostri segni e che restituisce alla scienza il suo carattere più avventuroso: seguire le tracce, formulare ipotesi, lasciarsi sorprendere dai dati. Alla fine scopriremo come le scritture nascano non nei centri del potere, ma spesso ai margini, nelle distanze, nelle lente compressioni del tempo che solo le isole sanno generare. E come ogni linea tracciata – su pietra, su foglia, su legno, sulla pelle del mondo – sia una forma di resistenza: il gesto di chi vuole farsi vedere, ricordare, esistere






mercoledì 4 marzo 2026

Notturno elettronico di Hugo Bertello (TerraRossa)

 Ricardo, ex ricercatore di matematica, conduce a Helsinki una vita anonima e regolare, ma l’incontro con Yana, ragazza misteriosa dai profondi interessi spirituali, scuote le sue certezze e lo avvicina a un gruppo rivoluzionario. Sono loro due, insieme a Roberto, Noona e Hamid, i protagonisti di questo romanzo dalle atmosfere nordiche in cui, senza che la tensione narrativa venga mai meno, troverete anche una breve storia della pirateria informatica, un manifesto per la fine del mondo, un dépliant anarchico e alcuni codici di programmazione, insieme a domande ancora in cerca di risposte sulla coscienza digitale, sulla natura del desiderio e sul nostro bisogno di trascendenza




martedì 3 marzo 2026

Sulla soglia di Raffaele Niro (Besa Muci)

 La poesia come seme, come gioco, come scoperta. Sulla soglia è molto più di una raccolta poetica: è un viaggio dentro l’anima della poesia stessa. Un’esplorazione della parola come seme che vaga, attecchisce, cresce. Un percorso che si nutre di sensibilità, ascolto e mestiere. L’autore ci accompagna tra boschi interiori e cieli aperti, tra il bisogno di raccogliere la vita e quello di sottrarsi al superfluo, perché la vera poesia nasce solo quando il poeta sa farsi da parte. Tra riflessioni profonde e giochi verbali raffinati, il testo svela una poetica consapevole, maturata nel tempo, coltivata con cura e potata come si fa con le piante. Ispirato da Maraini, Queneau e da una visione aperta, plurale e mai dogmatica della scrittura, questo libro è un invito a leggere – e ascoltare – non solo con gli occhi, ma con tutto se stessi




lunedì 2 marzo 2026

Esame di coscienza di un letterato di Renato Serra a cura di Demetrio Paolin (Les Flâneurs Edizioni)

 Esame di coscienza di un letterato di Renato Serra rappresenta una delle opere più belle e enigmatiche della nostra letteratura.

«Considerato un "classico minore" del nostro Novecento, il testamento spirituale di Renato Serra torna in una nuova edizione curata da Demetrio Paolin che espone all'oggi i temi affrontati dal letterato caduto nella Grande guerra.» - Marzia Fontana, La Lettura


L’autore cesenate si trova, alla vigilia della Grande Guerra, a ripensare al ruolo dell’intellettuale e dello scrittore in un tempo di emergenza. La presente edizione aggiunge al breve testo di Serra un commento che ne indaga le ragioni narrative e filosofiche e alcuni “esami di coscienza” redatti da autori e autrici, che si interrogano sulla necessità di essere letterati





domenica 1 marzo 2026

La Repubblica nasce in via Solferino. 2 giugno 1946. Quando il «Corriere della Sera» ha fatto la storia di Dino Messina (Solferino)

 Un giornale non è soltanto specchio di un Paese, ma ha una propria personalità che deriva dal suo atto di nascita. E questo vale in particolare per il «Corriere della Sera», il cui primo numero uscì 150 anni fa, il 5 marzo 1876. Come scrisse Mario Borsa, il grande direttore della Liberazione, la vocazione del «Corriere» era la moderazione. Non timorosa, ma costruttiva, ottimista. Il giornale fondato da Eugenio Torelli Viollier, un garibaldino deluso dai velleitarismi del Risorgimento, si rivolgeva alla borghesia di Milano, che già in quello scorcio dell’Ottocento ambiva al titolo di «capitale morale» dell’Italia. Ma fu soprattutto all’insegnamento di Luigi Albertini, il giornalista liberale estromesso dal fascismo nel 1925, che Borsa si rifece quando, sconfitta la dittatura, venne chiamato nel 1945 dal Comitato di liberazione nazionale Alta Italia a guidare il quotidiano di via Solferino. Il direttore azionista, anche se non prese mai la tessera di partito, già prima che fosse indetto il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, orientò il più importante quotidiano italiano in senso repubblicano e contro la monarchia, troppo compromessa con il passato regime. Da quel momento la storia del giornale, con oscillazioni ora a destra ora a sinistra, è stata la storia di un grande gruppo liberale che ha interpretato i cambiamenti sociali e politici e ha accettato le sfide della modernità. In occasione del 150° anniversario dalla fondazione del giornale e degli ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana, Dino Messina rievoca in modo rigoroso e affascinante una pagina cruciale della storia nazionale, che ha visto intrecciarsi i destini di un giornale e quelli del Paese